F.A.Q.

 

Domande e risposte

 

  • Che effetto può avere la mancata partecipazione al procedimento di mediazione?Chi è competente nel caso di più domande relative alla stessa controversia?

Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.

 

  • Chi è il mediatore?

Il mediatore è la persona fisica che, individualmente o collegialmente, svolge la mediazione, rimanendo priva, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del procedimento di mediazione. Quest’ultimo potrà svolgersi, su istanza dell’interessato, presso appositi organismi, iscritti in un registro istituito con decreto del Ministro della giustizia. Gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere formati in materia di mediazione e frequentare corsi di aggiornamento teorico-pratici.

 

  • Chi sceglie il mediatore?

Il mediatore è designato all'atto della presentazione della domanda di mediazione dal responsabile dell'organismo di conciliazione presso il quale ci si è rivolti. Allo stesso organismo spetta anche il compito di fissare  il primo incontro tra le parti (non oltre trenta giorni dopo il deposito della domanda).

 

  • Ci sono vincoli di forma?

No, gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti a formalità.

 

  • Come deve essere resa l’informativa?

L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto e sottoscritta dal cliente.

 

  • Come e dove si svolge il procedimento di mediazione?

Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell'organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell'organismo.

 

  • Come opera il dovere di riservatezza?

Chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell'organismo o comunque nell'ambito del procedimento di mediazione è tenuto all'obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo.

 

  • Come si deve comportare il mediatore rispetto alle dichiarazioni rese nel corso delle sessioni separate?

Rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite nel corso delle sessioni separate e salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni, il mediatore è tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.

 

  • Come si presenta la domanda di conciliazione?

La domanda di conciliazione deve essere presentata mediante deposito di un'istanza presso un organismo di conciliazione accreditato presso il Ministero di Giustizia.

 

  • Come si valuta la tempestività?

Per determinare il tempo della domanda fa fede la data della ricezione della comunicazione.

 

  • Come viene comunicata la domanda e la data del primo incontro?

La domanda e la data del primo incontro sono comunicate all'altra parte con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione, anche a cura della parte istante. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l'organismo puo' nominare uno o piu' mediatori ausiliari.

 

  • Come viene disciplinato il procedimento di mediazione?

Al procedimento di mediazione si applica il regolamento dell'organismo scelto dalle parti che deve in ogni caso garantire la riservatezza del procedimento, nonché modalità di nomina del mediatore che ne assicurino l'imparzialità e l'idoneità al corretto compimento dell'incarico.

 

  • Cosa accade in caso di violazione degli obblighi informativi?

In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito e' annullabile.

 

  • Cosa accade se le parti aderiscono all’invito?

Se le parti aderiscono all'invito, il giudice fissa la successiva udienza non prima di tre mesi e, quando la mediazione non e' ancora stata avviata, assegna contestualmente alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione.

 

  • Cosa è cambiato con il D.L. 21/06/2013?

Il decreto legislativo 4 marzo 2010, n.28 (pubblicato nella G.U. n.53 del 5 marzo 2010) sulla mediazione in materia civile e commerciale regola il procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti, attuando, al contempo, la direttiva dell’Unione europea n. 52 del 2008. Il decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69 (decreto “del fare”, convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98) ha ripristinato il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall'articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010. In tal modo sono state riportate in vigore le disposizioni dichiarate incostituzionali con sentenza n. 272/2012 della Corte costituzionale e sono state introdotte altresì nuove norme che si indicano sinteticamente di seguito:

  • È stato inserito un criterio di competenza territoriale per la presentazione della domanda

  • La procedura di mediazione può procedere solo a seguito del consenso delle parti raccolto in un incontro preliminare di programmazione

  • Solo lo svolgimento dell'incontro preliminare di programmazione è condizione di procedibilità (per le materie indicate) e deve svolgersi entro 30 giorni dal deposito dell'istanza a costi massimi molto contenuti

  • Gratuità del primo incontro di programmazione in caso di mancato accordo

  • Le controversie di Rc auto sono escluse dalle materie per cui è previsto l'incontro di programmazione, mentre sono state aggiunte le controversie in tema di risarcimento del danno derivante da responsabilità (non solo medica ma più ampiamente) sanitaria

  • Il giudice può ordinare, e non solo invitare, alle parti di procedere alla mediazione

  • La durata massima dell'intera procedura è stata ridotta a 3 mesi

  • Gli avvocati sono mediatori di diritto ed hanno l’obbligo di aggiornamento professionale

  • Gli avvocati assistono le parti durante l’intera procedura di mediazione

  • Nuova disciplina in tema di efficacia esecutiva dell’accordo di mediazione

 

  • Cosa è la mediazione delegata?

Quando il processo è stato avviato, anche in sede di giudizio d’appello, il giudice, in base allo stato del processo, alla natura della causa e al comportamento delle parti, così da non favorire dilazioni, può disporre l’esperimento del procedimento di mediazione, che è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’ordine del giudice deve essere adottato prima dell’udienza di precisazione delle conclusioni ovvero, quando tale udienza non è prevista, prima della discussione della causa.

 

  • Cosa è la mediazione?

La mediazione è l’attività svolta da un professionista con requisiti di terzietà, finalizzata alla ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della lite.
In sintesi, nelle materie elencate dall’articolo 5, comma 1 del d.lgs. 28/2010 (mediazione obbligatoria):

  • Chi vuole iniziare una causa civile deve prima contattare un organismo iscritto nel registro tenuto dal Ministero della giustizia

  • E’ fissato un primo incontro di programmazione con un mediatore e le parti

  • All’esito dell’incontro preliminare di programmazione, le parti decidono se concludere la mediazione con un accordo, oppure proseguire la mediazione o ancora, in caso di mancato accordo, terminare la procedura di mediazione e andare in giudizio (senza pagare le indennità della mediazione)

  • Il mediatore redige un verbale che attesta l’esito della procedura

  • Il mediatore, in caso di mancato accordo, formula una proposta di conciliazione

  • Il giudice può prendere provvedimenti nei confronti della parte che ha rifiutato la proposta di conciliazione

  • Il verbale di accordo, alle condizioni di legge, costituisce titolo esecutivo

 

  • Cosa si intende per mediazione?

La mediazione è l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti sia nella ricerca di un accordo per porre fine ad una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa.

 

  • Dove si può svolgere la mediazione?

La mediazione può svolgersi presso enti pubblici o privati, che sono iscritti nel registro tenuto presso il Ministero della giustizia e che erogano il servizio di mediazione nel rispetto della legge, del regolamento ministeriale e del regolamento interno di cui sono dotati, approvato dal Ministero della giustizia.

 

 

  • Il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali?

Si.

 

  • In quali casi il giudice può disporre la mediazione?

Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione e il comportamento delle parti, può invitare le stesse a procedere alla mediazione.

 

  • In quali casi il tentativo di conciliazione è condizione di procedibilità?

Nelle controversie in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità sanitaria, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

 

  • In quali casi non si applica la condizione di procedibilità?

a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione;
b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile;
c) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile;
d) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata;
e) nei procedimenti in camera di consiglio;
f) nell'azione civile esercitata nel processo penale.

 

  • La mediazione ha efficacia esecutiva?

Sì.

Quando tutte le parti sono assistite da un avvocato, il verbale di accordo, sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione per consegna e rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell’accordo alle norme imperative e all’ordine pubblico.
In tutti gli altri casi l’accordo allegato al verbale, su istanza di parte, è omologato dal tribunale, e costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, per l’esecuzione in forma specifica, oltre che per l’iscrizione di ipoteca giudiziale

 

  • La mediazione può avere come oggetto diritti indisponibili?

No, la mediazione riguarda esclusivamente diritti disponibili.

 

  • La mediazione può svolgersi secondo modalità telematiche?

Sì, la mediazione può svolgersi anche on-line (in parte o totalmente) e con tutti gli strumenti telematici se previsto dal regolamento dell'organismo di conciliazione scelto dalle parti in causa.

 

  • L’istanza deve indicare l’organismo, le parti, l’oggetto e le ragioni della pretesa?

Si, l'istanza deve indicare l'organismo, le parti, l'oggetto e le ragioni della pretesa.

 

  • Qual è il compito del conciliatore?

Il conciliatore si adopera affinché le parti raggiungano un accordo amichevole di definizione della controversia.

 

  • Qual è il termine massimo di durata della mediazione?

Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore a tre mesi. Il termine decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione o dalla scadenza di quello fissato dal giudice per il deposito della stessa e, anche nei casi in cui il giudice dispone il rinvio della causa non è soggetto a sospensione feriale.

 

  • Qual è la differenza tra mediazione e conciliazione?

Nel decreto legislativo 28/2010 per conciliazione si intende la risoluzione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione;

pertanto la mediazione è il processo, la conciliazione è il risultato positivo.

 

  • Quali effetti produce la domanda di mediazione?

Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale. Dalla stessa data, la domanda di mediazione impedisce, inoltre, la decadenza per una sola volta, ma se il tentativo fallisce la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza, decorrente dal deposito del verbale presso la segreteria dell'organismo.

 

  • Quali sono gli obblighi per gli avvocati?

All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato è tenuto ad informare l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione. L'obbligo non si presenta al primo contatto tra legale e cliente, ma solo all'atto del conferimento dell'incarico, che si manifesta con la firma del mandato. L'avvocato, quindi, deve informare il cliente dei diversi tipi di conciliazione previsto dalla legge: facoltativa e obbligatoria.

 

  • Quali sono le agevolazioni fiscali?

Tutti gli atti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni altra spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura. Il verbale di accordo è esente dall’imposta di registro sino alla concorrenza del valore di 50.000 euro. In caso di successo della mediazione, le parti avranno diritto a un credito d’imposta fino a un massimo di 500 euro per il pagamento delle indennità complessivamente dovute all’organismo di mediazione. In caso di insuccesso della mediazione, il credito d’imposta è ridotto della metà.

 

  • Quando si delinea un caso di esclusione?

La mediazione non è più condizione di procedibilità della domanda giudiziale nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite e in tutti i casi elencati nell’articolo 4 del d.lgs. 28/2010.
Anche nei casi di mediazione obbligatoria è sempre possibile richiedere al giudice i provvedimenti che, secondo la legge, sono urgenti e indilazionabili.

 

  • Se non viene accolta la proposta conciliativa del mediatore , cosa succede?

All’esito del processo civile, se il provvedimento del giudice corrisponde interamente al contenuto della proposta conciliativa, il giudice esclude la ripetizione delle spese della parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, relativamente al periodo successivo alla stessa, e la condanna al pagamento delle spese processuali della parte soccombente riferite al medesimo periodo, nonché al pagamento del contributo unificato e al pagamento dell’indennità spettante al mediatore (e all’esperto, se nominato).
Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto. - See more at: http://www.adresolution.it/it_se-non-viene-accolta-la-proposta-conciliativa-del-mediatore--cosa-succede.html#sthash.NpsR1e6o.dpuf

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